Una Fresa per amico

“Può darsi che io non sappia cosa dico… ho scelto te una fresa per amico….” 

Beh, il testo non citava esattamente queste parole. Ma se mi chiedono che cosa abbia

rappresentato per me, nei miei 18 anni ormai suonati di onorata carriera da Onicotecnica.. beh, non trovo altro termine per descrivere il micromotore. Il mio miglior amico.  

Il mio braccio destro nel vero senso della parola, lo stesso che nelle giornate intense in cui in salone si producevano anche 10 lavori giornalieri, i muscoli ormai indolenziti e la spalla che si bloccava al ritmo della lima: “per forma, per superficie, zona 1, 2, 3, 4”, era lui a salvarmi. 

Quante volte ci siamo passati il testimone nei vari passaggi per compiere nel minor tempo possibile un lavoro impeccabile. Quanta polvere abbiamo mangiato… insieme.  

La mia prima fresa… ancora la ricordo. Un piccolo macchinario infernale ma dal tassativo colore fucsia (già all’epoca, prima ancora che nascesse Crystal!) che all’accensione scoppiava tipo

trattore su campi in salita non ancora arati. 

Vibrazioni come se piovessero e un motore che oscillava nelle velocità neanche fosse una montagna russa. Che delirio! Che paura! E soprattutto… quante volte mi sono scassata le unghie dopo un suono fragoroso sulla superficie della lamina. “CRRRRRRR”.

Erano tempi in cui non c’era ancora l’esigenza di tutta questa perfezione che e’ arrivata poi negli anni…

La fresa, all’epoca, era prettamente usata per la rimozione delle callosità plantari, da usare su superfici grandi che non richiedessero troppa precisione… o per lo smontaggio di quintali di gel (erano i tempi in cui le coperture richiedevano una confezione di prodotto a trattamento), ma con i cilindri abrasivi usa e getta che creavano attrito sulla superficie fino a farti incendiare le unghie! Un pò come gli antichi accendevano il fuoco con i bastoncini…

Ma io ci ho visto sempre del potenziale… dalla serie “ si può dare di più”. 

E fu cosi che, tra un solco e l’altro scavato sulla lamina, mentre acquisivo dimestichezza nel domare il mio trattore, nel corso del tempo nacquero micromotori “seri”. Di quelli dove la velocità era calibrata al millesimo, i manipoli silenziosi e la stabilità del macchinario permetteva di smontare il prodotto in fase di ritocco con estrema precisione e alla velocità della luce… un sogno!  

E con essi, anche le prime punte, di vari materiali, riutilizzabili e sterilizzabili in autoclave o acido paracetico, dalla durata longeva che permettevano un lavoro impeccabile con una spesa un po’ piu sostenuta, ma ammortizzabile nel tempo.  

Negli ultimi anni la fresa (o appunto micromotore, nel gergo tecnico), ha preso sempre più spazio nella vita quotidiana di qualsiasi onicotecnica. Che si approccia a questo strumento in primis per velocizzare il passaggio della rimozione del materiale, ma che successivamente ne rimane entusiasta per la tecnica di pulizia perimetrale e approfondita della cuticola, cosi da permettere un lavoro piu accurato, un aggancio del colore dall’effetto wow e una garanzia di adesione migliore

rispetto alla classica metodica manuale. 

I social sono invasi quotidianamente da immagini nails dove l’effetto “unghia che nasce già colorata” fanno da protagonista nel panorama del nostro settore. A cui tutte le onicotecniche ormai ambiscono.  

Ma la fresa è anche, molto di più. E’ appunto il valido sostituto della lima anche per perfezionare la superficie post bombatura, quando vogliamo realizzare un lavoro impeccabile di gestione del materiale dove con la lima a volte resta difficile, soprattutto a chi è ancora agli inizi e ha bisogno di affinare l’occhio o di calibrare bene le pressioni.  

Tutti questi argomenti vengono ampiamente spiegati nel nostro CORSO FRESA, uno dei più amati e apprezzati del nostro percorso formativo.  

Dove si affrontano materiali da usare, le caratteristiche che deve avere un buon micromotore per dare una resa massima, i passaggi dove può essere sfruttato, dallo smontaggio totale e parziale del materiale, passando per una pulizia impeccabile della lamina e della zona cuticolare (sono certa che avrete già sentito parlare di dry manicure!), fino alla limatura per superficie.  

Un corso entusiasmante che apre un mondo sul concetto di precisione e che cambia la prospettiva di lavoro abbattendo le tempistiche di realizzazione del trattamento per permettere di produrre maggiormente e realizzare più cassetto. 

Inutile raccontarvi che è uno dei miei corsi preferiti… vero?  

Quando ne parlo, gli occhi brillano, il cuore va all’impazzata e la passione prende il sopravvento.  

Tra rumori da ascoltare, inclinazioni e pressioni da adottare vi garantisco che imparerete ad usare uno strumento che saprà entusiasmarvi per cui sarà impossibile tornare indietro.  

Un amico, il migliore, da prendere per mano per accompagnarvi in questo fantastico mondo nails

che ci accomuna!  

Siete pronti a conoscerlo?  

Non mi resta che aspettarvi in tutte le Accademie Crystal Nails d’Italia insieme ai miei colleghi!  

Con affetto, vostra Mary.

 

Mary Capeccio

Master Crystal Nails

Ti piacerebbe scoprire tutti i segreti della fresa

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