fbpx

Storia della Nail Art

Storia della Nail Art

Cos’è la Nail Art?

Bisogna innanzitutto partire da questa domanda, per comprendere quanto valore possa esprimere quella che oggi rappresenta solo la parte cosiddetta “artistica” di un settore in ampia espansione.

La Nail Art è la forma d’arte che coinvolge degli annessi cutanei che utilizziamo ogni giorno senza spesso rendercene conto: le unghie!

La sua funzione primaria è quella di abbellirne la superficie, con colori, forme e inserti.

È stato quindi proprio un atto artistico ad essere propulsore di ciò che, dopo secoli e millenni, diventerà un vero e proprio trattamento di bellezza al quale nessuna donna potrà più rinunciare.

Per Nail art s’intende quindi tutto ciò che in forma artistica mira ad abbellire le unghie: potrete quindi immaginare che è stata in realtà la prima forma di ciò che noi chiamiamo oggi “smalto”!

Per poterne scrivere qui oggi, ho deciso di documentarmi e ho trovato dei riferimenti molto interessanti che vedono l’origine di questa forma artistica in Asia durante l’età del bronzo.

Non è difficile immaginare che, a quei tempi, tale pratica fosse realizzata attraverso l’utilizzo delle erbe e piante ricche di pigmento naturale come ad esempio l’henné, popolare non solo in Asia ma anche nei territori africani.

La pratica di decorazione delle unghie continua in Mesopotamia, attraverso l’uso di vernici ricavate dallo zolfo e da minerali come la galena e la malachite.

Non ci crederete, ma sembra che proprio in quel tempo e in quei luoghi fosse pratica per lo più maschile e con la funzione non solo estetica ma determinante per distinguere le classi sociali di appartenenza: quindi, a Babilonia pare che gli uomini ricchi fossero soliti colorarsi le unghie con del kajal nero mentre quelli di classi sociali basse con del kajal verde.

Anche in Cina le donne iniziarono a decorare le proprie unghie sfruttando le tinte ottenute dai pigmenti dei fiori. Tale abitudine inizialmente era un vezzo destinato unicamente alla dinastia reale, tuttavia con il passare del tempo la moda si diffonde anche tra il popolo che crea miscele lucide e brillanti e per tale ragione quindi la casta, al fine di distinguersi dalla massa, inizia ad adornare le proprie unghie con pietre preziose e fili metallici.

Mentre nell’antico Egitto, luogo in cui il corpo è sempre stato tenuto in grande considerazione, la decorazione delle unghie veniva utilizzata per individuare l’estrazione sociale di una donna: solitamente utilizzavano i toni del rosso che andavano ad intensificarsi quanto più alta era la posizione sociale.

Infatti le regine utilizzavano un rosso particolarmente acceso, vietato per le altre donne.

Per molti secoli a venire, la decorazione delle unghie ebbe gran rilievo, fino al Medioevo, in cui in alcuni casi fu addirittura vietata.

Fu nel rinascimento che riprese la pratica prettamente in forma estetica: in tale epoca i colori preferiti sono quelli delle tinte pastello insieme alla nascita dei primi unguenti per la cura delle mani. Nello stesso periodo anche gli Incas avevano sviluppato una vera e propria arte pittorica sulle unghie raffigurando immagini legate alla fauna locale come aquile ed uccelli vari.

In età vittoriana compare la prima forma di Nailart occidentale con inserti, decorando quindi lo smalto con un “pezzo di camoscio”, scritto in alcune opere letterarie come Madame Bovary di Flaubert, che descrive una donna molto attenta alla cura del proprio aspetto, con una particolare attenzione per la cura e l’estetica delle proprie unghie.

Fu negli anni ‘20 del ventesimo secolo, che grazie all’estetista Michelle Menard,si affermò la “moon manicure” che prevedeva di lasciare la mezzaluna su una superficie priva di smalto.

La diffusione di tale tendenza portò il neonato marchio di prodotti cosmetici Revlon alla produzione diffusa degli smalti finalmente ora disponibili in una vasta gamma di colori.

A quel punto credo fosse abbastanza naturale la ricerca di un trattamento manicure che potesse durare più a lungo, mantenendo e garantendo il colore e la sue superficie intatta nel tempo.

Così nel 1934 il dentista Maxwell Lappo ideò le prime unghie artificiali, inizialmente destinate ai pazienti che soffrono di onicofagia. E successivamente nel 1955 Fred Slack, anch’egli dentista, creò la prima sostanza acrilica destinata a quella che sarà la produzione di paste in forma acrilica per la realizzazione delle unghie artificiali che permetteranno a qualunque donna di avere delle unghie sempre curate con una maggiore tenuta rispetto ai classici trattamenti di manicure in smalto in voga fino a quel momento.

Le star hollywoodiane come Marilyn Monroe e Audrey Hepburn saranno le prime a lanciare la tendenza delle unghie rosse e molto lunghe, per continuare poi con la generazione hippie degli anni ‘60 che proporrà invece un’immagine di donna libera, indipendente e strettamente connessa alla natura, espressa in una manicure basata su unghie corte e colorazioni chiare e vivaci, tonalità che ricorderanno i toni brillanti della Pop Art di Andy Warhol diffusa in quegli anni.

Nei mitici anni ‘70 nasce finalmente la “french manicure”: le unghie cambiano forma e diventano squadrate mentre la parte biancastra accentua la sua luminosità per ambire alla perfezione di un bianco acceso, definito e dalla forma armonica.
Sara grazie a Jeff Pink che, presso i set cinematografici hollywoodiani del 1975, nascerà tale tendenza che non passerà mai di moda grazie alla bellezza innata di quello che potrebbe definirsi un vero e proprio makeup delle unghie.

“L’idea per il look della french manicure mi venne nel 1975. I registi volevano uno stile per le unghie versatile, per completare l’intero guardaroba delle star hollywoodiane.

Stavano cercando un unico look che doveva coordinarsi con i numerosi cambi d’abito giornalieri delle attrici. Prima della french manicure, i manicuristi erano soliti cambiare lo smalto svariate volte per abbinarlo al cambio d’abito. Questa abitudine portava via troppo tempo, come potete immaginare.

Una volta che ho insegnato agli stilisti delle star a dipingere le unghie con la punta bianca curva le celebrità se ne sono innamorate! Ho capito che il look più elegante e universale è quello naturale.”

Ebbene si! Il look della french manicure rimane indiscusso ancora oggi, per la sua versatilità ed eleganza, perché rispetta le coordinate strutturali delle unghie naturali mantenendole e soprattutto migliorandole grazie all’enfasi realizzata attraverso l’uso del bianco intenso per la zona biancastra e delle linee nette e finalmente definite (come la smile line) per un effetto makeup perfetto.

La french manicure prenderà questo nome per il successo ottenuto nelle passerelle d’alta moda di Parigi in cui questo look naturale e allo stesso tempo sofisticato divenne un must have definito infatti poi come “The Ultimate Nail Chic” nelle Haute couture a seguire.

Nei favolosi anni ‘80 invece le unghie si colorano di colori vivaci e intensi come le colorazioni Neon unite alla ricostruzione in gel che diventerà abitudine sempre più diffusa.

Negli anni ‘90 i colori si arricchiscono di luce, caratterizzati quindi da svariati abbinamenti con Glitter che diventeranno il nuovo trend insieme al classico rosso e ai colori pastello. Inoltre lo sviluppo della cultura Grunge porta la nuova tendenza dei toni scuri come il nero coordinato con dettagli accattivanti per un look volutamente trasandato in forte contrapposizione con le mode del tempo.

Passati gli anni ‘90, entriamo nel terzo millennio, il 21esimo secolo per essere precisi, gli anni in cui la pratica della decorazione delle unghie si è ormai sviluppata a tal punto da creare dei veri e propri settori all’interno che vanno dividendosi per dare spazio alla moltitudine di tecniche ed effetti unici e impareggiabili.

In questi ultimi 10 anni abbiamo assistito alla crescita esponenziale del mondo Nails, producendo tecniche all’avanguardia e prodotti tecnologicamente avanzati che permettono di ottenere delle unghie più naturali possibili e con un’estrema durata del trattamento in combinazione a svariati effetti cromatici.

Il prodotto per eccellenza che ha completamente rivoluzionato una delle tendenze ancora in voga è stato proprio il “camouflage” delle unghie, il famoso cosiddetto Cover, prodotto per l’allungamento del letto ungueale.

Il cover rientra tra una delle rivoluzioni artistiche combinate alle proporzioni estetiche nel mondo Nails, migliorando l’aspetto estetico della French manicure in svariate forme  (quindi non solo quella detta “square” ma su forme con lunghezze altresì estreme) e le differenze o irregolarità cromatiche sulla superficie ungueale garantendo un effetto “fondotinta” impeccabile!

Con l’evoluzione tecnologica dei prodotti di ricostruzione unghie la parte artistica va definendosi in due branche differenti in modalità ed effetto: scultura e pittura.

Per scultura intendiamo la realizzazione sculturale appunto della resina nella produzione di forme varie delle unghie, inclusa la zona della parte libera cioè di quella che oggi viene detta “zona del French”.

Nascono quindi negli anni le cosiddette forme estreme che arricchiscono le varianti strutturali per una scelta maggiore del NailFit.

Mentre per pittura intendiamo tutta la parte artistica bidimensionale e tridimensionale legata alla sola decorazione della superficie della scultura realizzata precedentemente.

Oggi si ha la tendenza a definire la parte in scultura in una modalità priva di parte artistica rispetto a quella più palesemente riconosciuta nella forma di raffigurazione pittorica definita come Nailart, quando mi domando, considerando le varie fasi di questa evoluzione estetica, come si possa escludere una forma d’arte in una scultura in scala reale, in quella che è la riproduzione di una parte del corpo?

Come possiamo anche solo pensare che non sia altresì artistica la sfumatura che realizza il cover sulle unghie creando un effetto ottico ultra realistico?

Come può tutto ciò non essere arte?

E quindi cos’è più artistico?

Ma soprattutto cosa non lo è?

Quindi cari lettori vi domando adesso:

cos’è la Nailart?

Ketty Mangraviti

Condividi questo post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *